perchè  "rebellante"

 

Il ritrovare la "bellezza" non è abbellimento ma al contempo

agire sul senso di benessere e accoglienza, 

sull'apertura di nuove possibilità e prospettive, 

dare nuovo valore economico e sociale ad un luogo,

con un certo impatto ecologico, poetico e scenografico.

 

 Il vegetale ha un ruolo fondamentale.

So come progettare, pianificare e gestire

le azioni necessarie per trasformare luoghi, 

per valorizzarli e provocare nuove prospettive

 

Ho inoltre unito le mie competenze nell'analisi dei paesaggi, dei territori e delle loro dinamiche,

l'esperienza nella ricerca e nella progettazione e gestione di progetti complessi,

per aiutare la costruzione di progetti di filiera nel rispetto e valorizzazione

del territorio, delle persone e dei suoi prodotti biologici.

 

Quando progetto spazi esterni, li trasformo con approccio ecologico di micro-rewilding, 

influisco sul microclima locale e sul benessere psicofisico di chi li frequenta.

Provoco nuovi micro ecosistemi tra il cemento o dove c'era una monocoltura a prato uniforme,

allestisco oasi durevoli, accoglienti,

 trasformo aree esterne da luoghi di passaggio a luoghi di incontro pausa e stupore,

spesso coinvolgendo gli abitanti o utilizzatori nella trasformazione pratica. 

 

Quando collaboro a progetti commerciali per comunicare un prodotto tipico locale,

porto chi è interessato al prodotto, a comprendere i paesaggi, le persone e le tecniche del territorio di produzione,

conduco alla conoscenza delle implicazioni storiche e artistiche legate al prodotto,

a comprendere come il paesaggio e la botanica del luogo costruisce la particolarità di un prodotto.

 

 

Sono quindi diversi gli aspetti che analizzo e curo per agire professionalmente,

ma ciò che accade solitamente è che mi si dica che l'ambiente che creo o la comunicazione che ne faccio, 

sia semplicemente "bello" 

allora, con un po' di autoironia, perché non chiamarsi "rebellante" .  

 

l'esperienza

Architetta di formazione, attiva da oltre vent’anni come progettista con approccio ecologico, non mi occupo di edilizia ma di progetti paesaggistici e di progetti commerciali con contenuto culturale ed ecologico.

Nel corso della mia attività professionale ho lavorato in contesti europei nei ruoli appena descritti e come product designer per aziende, operando un redesign economico-ecologico ad alcune linee.

Per riassumere, ho affrontato committenze e  progetti con scale e budget molto differenti, ma sempre con un unico saldo senso di scopo e forti componenti culturali, ecologiche e sociali.

 

Il mio metodo di lavoro nasce da uno sguardo progettuale strutturato,

che integra diversi livelli di analisi e un saldo criterio ecologico ed empatico, 

la formazione,

l’esperienza nella gestione di progetti complessi anche in forma partecipata,

un percorso professionale che si è sviluppato in contesti internazionali in campi leggermente differenti ma coerenti,

lo studio e l’aggiornamento continuo,

mi permettono oggi di essere una professionista d'esperienza. 

 

Sono stata attiva nella ricerca universitaria nel Laboratorio di Progettazione Ecologica, LPE del DiAP del Politecnico di Milano, mi occupavo di iniziative della cittadinanza attiva, osservandone gli effetti trasformativi sul paesaggio e sul territorio e ero parte di gruppi di progettazione partecipata con la cittadinanza o le utenze dei luoghi. 

Quel periodo mi ha visto avere contatti con esperienze e ricercatori su questo tema in campo internazionale anche extra europeo. 

 

Ho sviluppato esperienza e competenze specifiche nella progettazione di spazi commerciali, allestimenti e design di attrezzature per il settore del cibo biologico e della vendita alimentare sfusa, collaborando con aziende europee.

 

Parallelamente la mia pratica progettuale con privati e aziende, è stata sempre più dedicata agli spazi esterni vegetalizzati, con interventi su terrazzi e giardini orientati alla biodiversità e al benessere delle persone.

In questo ambito parlo di micro rewilding, creare piccole oasi ed ecosistemi nei luoghi in cui intervengo, capaci di influenzare il microclima locale e di trasformare il modo in cui gli spazi vengono percepiti e vissuti.

 

Progetto con approccio ecologico e di design sistemico, per questo sono stata coinvolta nel redesign eco-responsabile di filiere produttive per alcune aziende italiane e francesi, con attenzione ai processi produttivi, alle filiere di approvvigionamento delle materie prime, e al loro impatto, al ciclo di vita dei materiali e dei prodotti, alle evoluzioni del prodotto e delle materie nel tempo (riparabilità, multifunzionalità, riciclo degli elementi a fine vita del prodotto)

e per anni sono stata progettista in progetti di punti di vendita con caratteristiche ecologiche (alimenti sfusi, biologici e a filiera corta), 

  

Le diverse specializzazioni nascono da un unico saldo senso di scopo:

la responsabilità ecologica e sociale,

con attenzione ai contesti socio e storico-territoriali in cui opero,

mettendo in campo le capacità artistiche e tecnico-organizzative. 

   

La competenza nella progettazione del verde è evoluto recentemente anche come garden therapist in comunità per persone con fragilità. 

 

 

Daphne Sanvito        3203586221       [email protected]

 

ANCHE LA SCELTA DELLE FONTI ENERGETICHE IN STUDIO FA PARTE DELL'IMPEGNO IN CAMPO ECOLOGICO, AD ESEMPIO E' STATA SCELTA LA FORNITURA DI ENERGIA IDROELETTRICA DELL'ARCO ALPINO. 

 

LO STUDIO DI MONTEVECCHIA NELLE SUE DIVERSE AREE, IN INVERNO E' SCALDATO DA UNA STUFA ED UN CAMINO ALIMENTATI CON LEGNA LOCALE, SPESSO ARRIVIAMO AGLI APPUNTAMENTI IN BICICLETTA NONOSTANTE LE COLLINE.